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16 April, 2021

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Secondo i dati di 57 Paesi del mondo, a quasi la metà delle donne viene negata l'autonomia fisica (bodily autonomy ed integrity). È quanto emerge da un rapporto delle Nazioni Unite dedicato proprio al potere decisionale delle donne quando si tratta del loro stesso corpo. Purtroppo, c'è ancora molta limitazione della libertà.Continua a leggere

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I pannolini Pampers sono i pannolini usa e getta più utilizzati dalle mamme e dai papà. Le diverse linee proposte dal noto brand, infatti, sono in grado di soddisfare le esigenze dei neonati, dai primi mesi di vita e per tutte le fasi della crescita. Inoltre, sono realizzati con materiali sicuri, leggeri e traspiranti. Per questi ed altri motivi, Pampers è un marchio garanzia di qualità ed affidabilità. Scopriamo insieme quali sono i migliori pannolini Pampers attualmente disponibili in commercio, dove acquistarli online e come sceglierli.Continua a leggere

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Un salto nel passato per scoprire tutto sull'iconico blazer Chanel

Passano, gli anni, passano le stagioni, passano le mode, ma, da quando è entrato nel nostro guardaroba, il blazer continua a rivelarsi un capo indispensabile per completare i nostri outfit con stile, grazie alla sue eleganza intrinseca e alla sua versatilità. Eppure, se ci guardiamo indietro, c'è un solo blazer degno di nota, l'unico di cui ci ricordiamo, e che rappresenta il sogno: è l'iconico e leggendario blazer di tweed Chanel, lanciato da Gabrielle Chanel negli Anni 50 per lasciarsi alle spalle la scomoda silhouette strizzata di quel periodo, e che era pensato per ‘la donna in movimento’.

Nell'idearlo, la stilista modificò una serie di elementi che caratterizzavano le creazioni dell'epoca: tolse alla giacca l'imbottitura sulle spalle, attaccò la parte anteriore e quella posteriore tramite un inserto laterale così da garantire flessibilità, e le maniche, dal design ergonomico, furono cucite direttamente sulle spalle. Immancabile la fodera interna, studiata sempre a favore della comodità. Un altro aspetto importante era l'aria androgina che il tailleur trasmetteva: anche le tasche della giacca, per esempio, permettevano alle donne di infilarvi le mani, un gesto che a quei tempi era tipicamente maschile. Altro segno distintivo il bottone gioiello.

"Sono una grande ammiratrice della donna e ho pensato di creare per lei dei capi che la possano mettere a proprio agio, con cui possa comodamente guidare, al tempo stesso, e che sottolineino la sua femminilità”, aveva dichiarato la stilista, che, infatti, riuscì a conferire al tailleur un'aria elegante e impeccabile nonostante fosse studiato principalmente per favorire la praticità

Nel corso della sua carriera, poi, il direttore creativo Karl Lagerfeld ha sperimentato molto, a partire dagli abbinamenti: ha separato la giacca dalla sua gonna, e nel 1985 l'ha accostata per la prima volta a dei jeans e a capi di pelle. Ha proposto diverse innovazioni e nuovi materiali, come il modello in spugna, lanciato nel 1992. Lo ha poi accorciato, lo ha abbinato a bustier e bra en pendent, rendendolo sempre più moderno e attuale. L'evoluzione del blazer continua oggi, sotto la direzione di Virginie Viard. Per la primavera estate 2020, per esempio, sono state aggiunte balze sull'orlo e sui polsi per trasformarlo in una sorta di mini abito.

ESCLUSIVA
Chanel: il video che svela come nasce l'iconica borsa 11.12
In esclusiva il fashion film di Sofia Coppola dedicato alla celebre it bag e che è parte della campagna The Chanel Iconic

Guardate la gallery dedicata al blazer Chanel con l'evoluzione del modello in passerella.

Chanel 1960REPORTERS ASSOCIESChanel Autunno Inverno 1963Bettmann Chanel Haute Couture Primavera Estate 1985Daniel SIMON Chanel Autunno Inverno 1985 1986Daniel SIMONChanel Primavera Estate 1989Victor VIRGILEChanel Haute Couture Autunno Inverno 1989 1990Victor VIRGILEChanel Primavera Estate 1990Victor VIRGILEChanel Autunno Inverno 1991 1992Victor VIRGILEChanel Haute Couture Primavera Estate 1992Michel ArnaudChanel Autunno Inverno 1992 1993Victor VIRGILEChanel Primavera Estate 1993 1994Victor VIRGILE Chanel Spring Summer 1994Daniel SIMONChanel Primavera Estate 1995Images Press Chanel Haute Couture Autunno Inverno 2000 2001Victor VIRGILEChanel Primavera Estate 2016Chanel Metiers d'Art 2016 2017Pascal Le SegretainChanel Primavera Estate 2017Chanel Cruise 2018 2019Stephane Cardinale - CorbisChanel Primavera Estate 2019Chanel Haute Couture Autunno Inverno 2019 2020Chanel Primavera Estate 2020Chanel Haute Couture Primavera Estate 2020Chanel Autunno Inverno 2021 2022


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Conosciamo tutti quella sensazione: un mix di attesa e esaltazione che pregustiamo mentre stiamo per entrare in un club, o mentre attraversiamo il corridoio che porta in un enorme salone dove all’interno corpi sudati si muovono al ritmo della musica. C’è chi ama il basso, chi è attratto dal people watching e chi invece brama quella sensazione di libertà. Di certo nessuno ama la fila per il bagno o davanti al bancone del bar.

Per molti di noi, si tratta di un ricordo ormai lontano dal momento che ci troviamo in pandemia da più di un anno e i locali notturni sono stati costretti a chiudere al fine di contenere la diffusione del coronavirus. I primi tempi, alcuni di questi hanno sperimentato con alternative online come il Club Quarantine - basta il nome di due progetti – l’Instagram Live party del DJ D-Nice, su cui si sono sintonizzati anche Joe Biden, Michelle Obama e Rihanna e, quello che è stato ribattezzato “il nuovo queer club più hot di Zoom”.

C’è stata l’iniziativa United We Stream, una sorta di venue virtuale lanciata per fare crowdfunding a favore dei club berlinesi mentre alcuni artisti si sono esibiti sulla piattaforma di live-streaming Twitch. All’inizio era una bella novità ma, col tempo, molti hanno iniziato ad essere stanchi di stare perennemente di fronte ad uno schermo e hanno imparato ad accettare che – forse – la vita notturna non era destinata a far parte della nuova normalità.

Ma ora quella ‘nuova normalità’ sta assumendo un’altra forma ancora. Grazie ai progressi della campagna vaccinale, in Gran Bretagna e in alcuni Paesi europei, si prevede che club e discoteche riapriranno entro l’estate. Ma che aspetto avranno dopo il Covid-19? E, cosa più importante, sarà sicuro frequentarli?

The Pat MacGrath Labs Mothership Ball al China Chalet di New York, 6 settembre 2017PAT McGRATH LABS Mothership Ball
The Pat MacGrath Labs Mothership Ball al China Chalet di New York, 6 settembre 2017
Andrew TothVita notturna di un anno senza precedenti

“C’è un buon motivo per cui, di fronte alla pandemia, le discoteche sono state le prime a chiudere e saranno la ultime a riaprire”, dichiara Paul McKay dell’Imperial College di Londra, uno scienziato impiegato nello sviluppo del vaccino anti-Covid. “Durante una pandemia, andare in discoteca è probabilmente una delle cose più pericolose da fare”. Ballare incrementa la frequenza respiratoria che, a sua volta, può aumentare la quantità di virus espulsa. Questo, unito alla mancanza di una ventilazione adeguata, è esattamente ciò che rende le discoteche luoghi ad alto rischio. “La stessa cosa vale per le palestre”, afferma McKay, “ma nei locali notturni entra in gioco anche il consumo di alcol che abbassa le inibizioni, il che significa un’alta probabilità che la gente non rispetti le regole sul distanziamento sociale”.

La motivazione è quindi comprensibile ma le restrizioni hanno portato alcuni dei locali storici più amati di tutto il mondo a chiudere i battenti per sempre. È il caso degli Stati Uniti dove a farne le spese è stato il newyorkese China Chalet, ristorante cinese di giorno e cuore pulsante della movida più stilosa di notte. O Eighteenth Street Lounge di Washington DC, che ha chiuso dopo ben 25 anni di attività. Lo stesso vale per Rage, noto gay club in zona West Hollywood. Anche i locali dedicati alla musica sono stati colpiti duramente e qui, tra le ‘vittime’ ci sono anche i musicisti emergenti che hanno meno possibilità di farsi conoscere e rafforzare il proprio fan base con performance dal vivo.

Teyana Taylor e Naomi Campbell al Pat McGrath Labs Mothership Ball, del China Chalet, 6 settembre 2017PAT McGRATH LABS Mothership Ball
Teyana Taylor e Naomi Campbell al Pat McGrath Labs Mothership Ball, del China Chalet, 6 settembre 2017
Andrew Toth

In Gran Bretagna, i sussidi messi a disposizione dal governo abbinati al supporto aggiuntivo del sindaco di Londra a favore di alcuni spazi queer della capitale britannica hanno contribuito a farli reggere durante il lockdown dell’anno scorso mentre per artisti e performer della vita notturna sono state istituite campagne di crowdfunding. Ciononostante, le serate itineranti (in contrapposizione agli eventi con sedi permanenti) sono state sospese e, spesso, chi si guadagna da vivere lavorando in questo settore non ha potuto usufruire di alcun aiuto.

Nadine Artois, curator e DJ che ha fondato Pxssy Palace, una nota serata evento della scena notturna londinese, frequentata prevalentemente da persone di colore, queer e transgender, è una delle tante vittime. “Il Covid mi ha portato via la mia fonte di guadagno principale e ha influito immensamente sulla mia salute mentale”, ci racconta. “C’è un senso di lutto collettivo per la chiusura di discoteche e club, specialmente nella comunità queer e trans, in quanto, storicamente, questi sono i luoghi in cui molti di noi si sentono visti e protetti”.

Una vita notturna ‘sicura’: cosa significa?

In quei Paesi dove i governi sono riusciti a contenere la diffusione del virus, i locali notturni hanno riaperto piuttosto in fretta creando uno sorta di modello di riferimento per il resto del mondo. In Nuova Zelanda, che ha avuto 26 morti su un totale di circa 2500 casi, le discoteche hanno riaperto a pieno regime a metà 2020. A ottobre, Friendly Potential, un collettivo che organizza party ma non solo, ha lanciato un festival di due giorni soprannominato Catacombs, a Auckland. “Possiamo andare a ballare e divertirci solo se siamo al livello di allerta 1, il che significa che non c’è trasmissione attiva del virus all’interno della comunità. Inoltre utilizziamo il servizio di tracciamento dei contatti”, spiega Scarlett Lauren, che si occupa di co-organizzare l’evento.

La scorsa estate, a Berlino, un breve calo dei contagi aveva portato alla riapertura dei locali dandoci un piccolo assaggio di come potrebbe essere la situazione nei prossimi mesi. Il leggendario Berghain aveva messo a disposizione il giardino. Le discoteche all'aperto nel mesi estivi del 2020 sono state la soluzione anche in Italia. Una delle più note, il Covo di Nord Est tra Santa Margherita e Portofino in Liguria ha aperto a fine giugno nel rispetto di tutte le normative: prenotazione online per il tracciamento, rilevamento della temperatura e mascherina d'obbligo anche mentre si ballava. Purtroppo a metà agosto, come tutti i locali notturni, anche questo è stato costretto a chiudere, nonostante dal locale assicurino che in quei 45 giorni o giù di lì non è stato registrato nessun caso di contagio. 

“Se stare all’aperto non mette al riparo da rischi in maniera assoluta, il flusso d’aria rende il locale più sicuro”, afferma McKay. Che ne sarà quindi dei locali al chiuso? “In via precauzionale, potrebbero introdurre più ricambi d’aria attraverso un nuovo sistema di ventilazione e estrazione. Il problema di fondo sono le particelle virali disperse nell’aria, quindi qualsiasi sistema che le riduce rende l’ambiente più sicuro”.

McKay ritiene che con l’avanzare della campagna vaccinale, la gente inizierà a lasciarsi andare e le discoteche non saranno più viste come un grosso rischio. Ma il rilassamento dei comportamenti potrebbe causare una nuova ondata di casi. “Inoltre, alcuni Paesi potrebbero non essere in grado di produrre milioni di dosi di vaccino da un momento all’altro a meno che non si possa fare affidamento su diversi fornitori”, dichiara. “E i primi ad avere la priorità saranno gli over 60 e 70, la categoria più a rischio ma anche quella che è meno probabile frequenti club e discoteche”. McKay aggiunge che, anche quando i vaccini saranno ampiamente disponibili per tutta la popolazione adulta, ci vorranno ancora almeno sei settimane per sviluppare l’immunità.

Una performance di Lizzo al Met Gala 2019 Met Gala After Party
Una performance di Lizzo al Met Gala "Boom Boom Afterparty" at Top of the Standard di New York, 6 maggio 2019
Rebecca Smeyne

In altre parole, sebbene il vaccino significa che molti dei locali notturni di tutto il mondo potranno riaprire nel 2021, questo non deve rappresentare il via libera alla movida più sfrenata. A tal proposito, basta ricordare come l’anno scorso, a Seoul, la riapertura delle discoteche abbia causato un nuovo focolaio di coronavirus nel giro di pochi giorni. Lo stesso è accaduto in Spagna e Danimarca dove hanno riaperto club e locali per richiuderli poco dopo a causa dell’aumento dei contagi.

Ripensando una vita notturna migliore e più sicura

Nel corso della pandemia, si è parlato spesso di come rendere ‘sicura’ la vita notturna. Soluzioni come le avveniristiche tute DPI realizzate dallo studio di Los Angeles Production Club o le giganti bolle di plastica che garantiscono il distanziamento sociale, sperimentate al concerto dei Flaming Lips l’ottobre scorso, potrebbero fornire la soluzione giusta?

Lupita Nyong'o, Janelle Monae e Michael B. Jordan al Kanye West Met Gala After Party all'Up & Down, New York, 6 maggio 2019.New York, NY, USA. 6th May, 2019. Lupita Nyong'o, Janelle Monae & Michael B. Jordan attend the Kanye West Met Gala After Party at Up & Down, May 6, 2019 in New York City. Photo Credit: Walik Goshorn/Mediapunch/Alamy Live News
Lupita Nyong'o, Janelle Monae e Michael B. Jordan al Kanye West Met Gala After Party all'Up & Down, New York, 6 maggio 2019.
MediaPunch Inc / Alamy

In attesa di scoprirlo, Artois ritiene che sarebbe meglio investire il momento attuale capendo come migliorare il settore. “A causa del Covid-19, molti hanno avuto difficoltà di tipo finanziario e psicologico. Abbiamo iniziato a supportarci a vicenda in modi nuovi; quindi, per quanto mi riguarda credo che la cosa migliore da fare sia chiederci come possiamo portare quel senso di attenzione, riguardo reciproco e accessibilità nella scena clubbing del futuro”.

La movida notturna non sarà più quella di prima – conclude Artois – ma questo potrebbe diventare un terreno fertile per nuove opportunità: le comunità queer, trans, indigene, Black e POC sono incredibilmente resilienti. Abbiamo dato vita a cose straordinarie a partire dalle nostre battaglie e continueremo a farlo. È il momento di essere creativi e ripensare ciò che è possibile”.



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Il cast di E.R. - Medici in prima linea è pronto a tornare insieme ancora una volta. E lo farà per tornare ad aiutare il prossimo, questa volta lontano dalle corsie del Chicago County General Hospital protagoniste della serie ideata e prodotta da Michael Crichton. Secondo quanto rivela People, buona parte dei protagonisti dell'iconica serie televisiva che ha consacrato per sempre il genere medical drama si ritroverà riunita online in un nuovo episodio di Stars in the House, serie di reunion online a scopo benefico che ha visto ritrovarsi via zoom già molte altre star tra cui, ad esempio, il cast di Casa Keaton.

E.R. Medici in prima lineaE.R. Medici in Prima linea?
E.R. Medici in prima linea
E.R. Medici in Prima linea?

In occasione dell'Earth Day, le stelle di E.R. si ritroveranno per sostenere la causa di Waterkeeper Alliance, no-profit che si occupa del tema del tema dell'inquinamento dell'acqua (non solo accesso potabile, ma non inquinata da bere, in cui poter nuotare e pescare) di cui Gloria Reuben (la Jeanie Boulet della serie tv) è anche presidente.

E.R. Medici in prima lineaGeorge Clooney e Anthony Edwards (E.R. Medici in prima linea)
E.R. Medici in prima linea
George Clooney e Anthony Edwards (E.R. Medici in prima linea)

A 27 anni dalla messa in onda del primo episodio quindi si troveranno a ricordare i vecchi tempi tra gli altri Noah Wyle (John Carter), Laura Innes (Kerry Weaver), Anthony Edwards (Mark Greene), Alex Kingston (Elizabeth Corday), Julianna Margulies (Carol Hathaway), Goran Visnjic (Luka Kovac), Paul McCrane (Robert Romano) e CCH Pounder (Angela Hicks). Ma ci sarà anche George Clooney? Sorpresa delle sorprese: sì. George Clooney che, interpretando l'amatissimo pediatra Doug Ross ha visto decollare la sua carriera verso l'empireo delle star di prima grandezza, sarà presente alla grande reunion.

George Clooney in E.R.George Clooney (E.R. Medici in prima linea)
George Clooney in E.R.
George Clooney (E.R. Medici in prima linea)

La reunion del cast di E.R. Medici in Prima linea sarà visibile esclusivamente sulle piattaforme social di People il 22 aprile a partire dalle 2 del mattino (ora italiana).



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Mode, tendenze e abbinamenti non sono mai stati così liberi come con le sfilate digitali. Fuori da ogni calendario possibile, Celine ha presentato la collezione donna autunno inverno 2021 2022 con uno show online dai giardini André Le Nôtre del Castello di Vaux-le-Vicomte, a sud di Parigi. La nuova collezione disegnata da Hedi Slimane reinventa ancora una volta i codici della maison francese e dello stile parigino, in una sequenza di outfit originali dalle combinazioni inaspettate. Abbiamo selezionato 5 abbinamenti di tendenza dai look dello show, che non vediamo l'ora di indossare per il prossimo autunno.

1. Blazer e top asimmetrico Celine autunno inverno 2021 2022
Celine autunno inverno 2021 2022

Un'accoppiata perfetta per non dimenticare troppo in fretta l'estate è quella di un top asimmetrico, con cut-out che mettono in mostra quel che ne rimane dell'abbronzatura, sotto un blazer di lana melange. 

2. Maxi pull e pantaloni di pelle Celine autunno inverno 2021 2022
Celine autunno inverno 2021 2022

Per aggiungere grinta a un abito in maglia, provate l'abbinamento con un paio di pantaloni di pelle nera. Mi raccomando alle proporzioni: se non volete che outfit risulti strampalato, il vestito-pullover deve avere una vestibilità oversize.

3. Cardigan, abito midi e stivali Celine autunno inverno 2021 2022
Celine autunno inverno 2021 2022

Un abbinamento di tendenza dalla sfilata Celine che non vediamo l'ora di portare in autunno è la combo cardigan + abito midi + stivali. L'accessorio in questo caso fa la differenza, svecchiando quella che potrebbe essere un'accoppiata old style.

4. Cappotto e felpa con cappuccio Celine autunno inverno 2021 2022
Celine autunno inverno 2021 2022

Ogni top model del pianeta è stata fotografata almeno una volta con questo ensemble. Perfetto per il viaggio e per le giornate indaffarate perchè combina la praticità di una hoodie con cappuccio con l'appeal più formale di un cappotto di lana spigata.

5. Top in paillettes e jeans Celine autunno inverno 2021 2022
Celine autunno inverno 2021 2022

In vista del prossimo autunno, e con l'augurio che torneremo a popolare club e locali notturni, l'ultimo outfit che non vediamo l'ora di indossare della nuova collezione Celine è quello composto da top ricamato di paillettes e jeans strappati. Il contrasto tra la raffinatezza della blusa e lo spirito punk del pantalone in denim sdrucito ci fa sognare notti ruggenti.

Guardate anche il video integrale dello show della collezione donna Celine autunno inverno 2021 2022.



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